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Come convertire SGI in AVIF

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Informazioni sui formati

SGI è l'estensione di file generica per il formato Silicon Graphics Image, indicato anche con estensioni specifiche per canale come .rgb (3 canali), .rgba (4 canali), .bw (scala di grigi) e .int/.inta (varianti a 16 bit). Sviluppato da Silicon Graphics intorno al 1986 per il proprio sistema operativo IRIX, il formato SGI utilizza un'intestazione di 512 byte seguita da dati immagine planari, dove ogni canale colore è memorizzato come un piano completo anzichè interlacciato con gli altri canali a livello di pixel. L'intestazione specifica un numero magico (474), la modalità di compressione (0 per verbatim, 1 per RLE), byte per canale (1 o 2), dimensionalità (1 per linea di scansione, 2 per immagine, 3 per immagine multicanale), dimensioni dei canali, intervallo dei valori pixel e un nome immagine di 80 caratteri. Per le immagini compresse con RLE, una tabella di offset e lunghezze segue l'intestazione, consentendo l'accesso casuale alle singole linee di scansione senza decompressione sequenziale. Le workstation Silicon Graphics erano il fondamento degli effetti visivi hollywoodiani, della visualizzazione scientifica, della simulazione di volo e delle industrie CAD/CAM durante gli anni '90, e il formato SGI era il formato di lavoro standard in tutti questi settori. Un vantaggio è il design robusto del formato: la combinazione di compressione RLE indirizzabile per linea di scansione, supporto multicanale, capacità a 16 bit e layout planare lo rendeva ugualmente adatto per la visualizzazione rapida in anteprima e per l'output di rendering di produzione. L'associazione del formato con l'età d'oro degli effetti visivi prodotti con SGI è un altro aspetto notevole — i file SGI di quell'era rappresentano asset di produzione di film e visualizzazioni scientifiche pionieristiche. Le immagini SGI sono supportate da ImageMagick, GIMP, XnView, Photoshop (tramite plugin) e varie applicazioni di rendering 3D e compositing.
Sviluppatore: Silicon Graphics
Prima versione: 1986
AVIF (AV1 Image File Format) è un formato immagine moderno derivato dal codec video AV1, sviluppato dall'Alliance for Open Media e specificato nel febbraio 2019. Il formato sfrutta gli strumenti di codifica intra-frame di AV1 — un codec video royalty-free sostenuto da Google, Apple, Microsoft, Amazon, Netflix e altre importanti aziende tecnologiche — per comprimere immagini fisse con un'efficienza sostanzialmente superiore rispetto a JPEG, PNG o anche WebP. AVIF memorizza le immagini nel contenitore HEIF (High Efficiency Image File Format), supportando sia la compressione lossy che lossless, HDR (high dynamic range) con gamut cromatici ampi fino a 12 bit di profondità, trasparenza alfa e sequenze animate. A parità di qualità visiva, i file AVIF sono tipicamente il 30-50% più piccoli di WebP e il 50-70% più piccoli di JPEG, rappresentando il più grande miglioramento nella compressione dei formati immagine mainstream nell'ultimo decennio. Un vantaggio fondamentale è l'eccezionale efficienza di compressione — AVIF produce immagini visivamente indistinguibili a dimensioni drasticamente inferiori, riducendo direttamente il consumo di banda e migliorando i tempi di caricamento delle pagine web. Il modello di licenza royalty-free costituisce un altro punto di forza chiave: a differenza di HEIC/HEIF che si basa su HEVC coperto da brevetti, la base AV1 di AVIF è libera da costi di licenza per chiunque. Il supporto dei browser ha raggiunto un'ampia adozione, con Chrome, Firefox, Safari ed Edge che renderizzano AVIF nativamente. Il formato sta guadagnando rapidamente terreno per le immagini web dove il rapporto qualità-dimensione è fondamentale.
Prima versione: 08 febbraio 2019