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Come convertire RGF in VIFF

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Informazioni sui formati

RGF (Robot Graphics Format) è un semplice formato immagine bitmap monocromatico utilizzato dai kit di robotica programmabile LEGO Mindstorms EV3, introdotto con il sistema EV3 il 1 settembre 2013. I file RGF memorizzano immagini a 1 bit (bianco e nero) progettate per la visualizzazione sullo schermo LCD monocromatico da 178x128 pixel dell'Intelligent Brick EV3. Il formato utilizza una struttura minimale: un'intestazione contenente la larghezza e l'altezza dell'immagine come valori binari, seguita dai dati pixel dove ogni bit rappresenta un pixel (1 per nero, 0 per bianco), impacchettati otto per byte in ordine riga per riga. Le immagini RGF vengono usate come grafiche personalizzate per il display nei programmi EV3 — studenti e appassionati le creano per display di stato del robot, interfacce utente, schermate di avvio e fotogrammi di animazione mostrati sullo schermo del brick durante l'esecuzione del programma. Le immagini sono tipicamente progettate usando il software LEGO EV3 (che include un editor di immagini integrato) o convertite da altri formati usando strumenti della comunità. RGF si inserisce nella più ampia piattaforma educativa di robotica LEGO, dove il sistema Mindstorms insegna programmazione, ingegneria e pensiero computazionale agli studenti di tutto il mondo. Un vantaggio è il ruolo del formato nella tecnologia educativa: RGF fornisce un esempio semplice e concreto di come le immagini digitali sono rappresentate come dati binari — un concetto che gli studenti che lavorano con Mindstorms possono osservare direttamente esaminando il contenuto del file e vedendo l'immagine corrispondente sullo schermo del brick. La semplicità del formato lo rende accessibile per i giovani programmatori che imparano i formati di file e i dati binari. I file RGF possono essere creati e convertiti usando ImageMagick, l'ambiente di sviluppo EV3 e strumenti della comunità come ev3dev.
Sviluppatore: The LEGO Group
Prima versione: 2013
VIFF (Visualization Image File Format) è un formato immagine scientifico sviluppato da Khoral Research (originariamente presso l'Università del New Mexico), apparso per la prima volta intorno al 1990 con l'ambiente di programmazione visuale Khoros per l'elaborazione delle immagini e la visualizzazione dei dati. I file VIFF utilizzano un'intestazione di 1024 byte seguita da dati opzionali della mappa colore e dai dati immagine stessi, con l'intestazione contenente specifiche dettagliate: tipo di memorizzazione dei dati (bit, byte, short, intero, float, double, complesso), codifica dei dati (nessuna, CCITT Group 3/4), modello dello spazio colore (nessuno, generico, RGB, HSI, CMYK e altri) e supporto per immagini multi-banda (multicanale) con un numero arbitrario di bande. Il formato gestisce segnali monodimensionali, immagini bidimensionali, volumi tridimensionali e dati di posizione (coordinate di pixel sparsi), rendendolo versatile al di là della semplice memorizzazione di immagini. VIFF è stato progettato per l'ambiente di programmazione a flusso di dati visuale Khoros/VisiQuest, dove gli utenti costruivano pipeline di elaborazione immagini collegando nodi di elaborazione in un canvas grafico — un approccio che ha influenzato sistemi successivi come AVS, MATLAB Simulink e LabVIEW. Un vantaggio è la fedeltà dei dati scientifici: VIFF supporta l'intera gamma di tipi numerici utilizzati nel calcolo scientifico (inclusi numeri complessi e double a doppia precisione), memorizza nativamente dataset multi-banda e trasporta metadati di calibrazione — rendendolo adatto per il telerilevamento, l'imaging medico e le applicazioni di analisi spettrale dove i formati immagine generici perdono informazioni. Il legame del formato con il paradigma di programmazione visuale Khoros aggiunge un'altra dimensione notevole — VIFF era il formato I/O standard per uno dei più influenti ambienti di programmazione visuale per l'analisi scientifica delle immagini. I file VIFF possono essere letti da ImageMagick e dalle installazioni legacy di Khoros/VisiQuest.
Sviluppatore: Khoral Research
Prima versione: 1990